amore e conoscenza il mito di narciso

Febbraio 06, 2021

amore e conoscenza il mito di narciso

L’amore per se’ e l’amore per l’altro In un precedente articolo, a proposito del narcisismo, ho parlato del narcisista grandioso e del narcisista fragile, personalita’ che si collocano sul medesimo asse della regolazione dell’autostima da un estremo di eccesso ad uno di … 1 Il mito di Narciso è, fra i miti classici, uno di quelli dei quali è possibile notare la ricorsività pressoché ininterrotta nella storia della cultura occidentale. Tratto dall’intervista: “Amore e conoscenza: il mito di Narciso” – Napoli, Vivarium, 25 giugno1993 Il mito di Narciso Un giorno il dio delle acque, rapì la bellissima ninfa Liriope di cui si era innamorato. I l mito di Narciso questa pagina in formato formato word Ovidio: le metamorfosi amore e conoscenza: perché amare, come amare.Significativi per quanto riguarda il tema Ma questa pura e totale alterità costituisce, sia pure in maniera paradossale, l’identità di Eco; e l’aspetto filosoficamente più rilevante di questo incontro, è che l’incontro tra la pura e totale identità, sia pure internamente scissa, e la pura e totale alterità, rende impossibile la comunicazione. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. Questo carattere di Eco ne mostra fin dall’inizio l’intrinseca scissione: da un lato Eco, dopo avere incontrato Narciso, prova per il giovinetto un sentimento autonomo di amore; dall’altro ella è impossibilitata ad esprimere questo sentimento in maniera autonoma, proprio perché tutto ciò che ella può fare sotto il profilo della comunicazione è semplicemente riferire, ripetere le ultime parole che sono state da altri pronunciate. By rossellaIn Amore Terapia di coppiaIl mito di Narciso e il narcisismo. Ma poi vi può essere anche un’altra possibilità: Narciso muore perché si conosce, si riconosce come riflesso, e sa che è riflesso di nulla, che non c’è nulla di cui egli sia riflesso, ma che il suo statuto di realtà è solo ed esclusivamente quello di essere un riflesso. Se volessimo a grandissime linee tracciare una sorta di storia di questo mito dopo, appunto, la versione di Pausania, potremmo ricordare la ripresa che del mito di Narciso si realizza in età medioevale dopo la prima traduzione in lingua moderna delle “Metamorfosi” di Ovidio, che risale al 1180, e il fiorire di quella che è stata denominata opportunamente la prima aetas ovidiana, che coincide all’incirca con l’inizio del tredicesimo secolo. Il responso del cieco veggente Tiresia è un responso particolarmente importante per lo sviluppo della vicenda di Narciso, ed è evidentemente tale da evocare altri riferimenti dal punto di vista filosofico. I campi obbligatori sono contrassegnati *. Un secondo aspetto, che è stato sottolineato anche da altri studiosi, è opportuno mettere in evidenza: sotto il profilo del loro significato filosofico queste due figure rappresentano al tempo stesso due estremi apparentemente fra loro incompatibili, ma anche internamente scissi. Il mito di Narciso. Questo riconoscimento, questa conoscenza – la conoscenza di sé come mero riflesso di nessuna altra realtà -, è il preludio che conduce Narciso alla morte. Entrambe le versioni hanno dei punti in comune che sintetizziamo di seguito: Narciso, figlio della divinità fluviale Cefiso e della ninfa Liriope, era una figura dotata di una bellezza fuori dal comune. 4 Non vi è dubbio che il mito tende a sottolineare il carattere fondamentalmente intransitivo dell’amore. Al contrario, o, se vogliamo, come corrispondenza di carattere simmetrico, Eco è invece la pura alterità che consiste in questa totale eteronomia dell’espressione di Eco, in questo non potersi esprimere autonomamente ma solo come riflesso dell’espressione altrui. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Che prelude al sonno da un lato, ma prelude anche alla morte dall’altro; non a caso nei riti funebri venivano predisposte corone di narcisi, e il narciso, nella iconografia tradizionale, compare sovente come il fiore che accompagna le divinità infere, proprio come segno della connessione tra il narciso e la morte. In una qualche misura, già nel nome Narciso sembra portare scritto il proprio destino. È a questo punto che le varie versioni che narrano il mito di Narciso iniziano a differire: Ovidio racconta che Narciso morì consumato da quell’amore … Il mito di Narciso, da cui derivano i termini narcisismo (Significati: 1. Powered by WordPress. Narciso Figlio del dio fluviale Censo e della ninfa Lirope, una delle Oceanine, fu meravigliosamente bello, secondo la leggenda, ma senza saperlo. Questo riconoscimento, questa conoscenza – la conoscenza di sé come mero riflesso di nessuna altra realtà -, è il preludio che conduce Narciso alla morte. La madre, avendo consultato l’indovino Tiresia sul destino di lui, n’ebbe questa ambigua risposta, ch’egli sarebbe vissuto finché non si conoscesse. La ragione fondamentale che presiede a questa scelta è che in latino l’eco, si dice “imago vocis”; è quindi un riflesso di carattere acustico, tanto quanto Narciso è, ovviamente, il simbolo di un riflesso di carattere visivo. Narciso (gr. Liriope, che voleva proteggere Narciso, andò a consultare il famoso indovino Tiresia, che in passato aveva dato i suoi consigli a tanti grandi eroi e perfin… Amare sé stessi e ignorare gli altri Il giovane Narciso del mito greco non vuole concedere a nessuno il proprio amore; specchiandosi in uno stagno, però, è talmente affascinato dall’immagine di sé stesso che, per accarezzare il proprio volto, cade in acqua e affoga. Νάρκισσος) Mitico figlio di Cefiso e della ninfa Liriope; insensibile all’amore, non ricambiò la travolgente passione di Eco, per cui fu punito dalla dea Nemesi che lo fece innamorare della propria immagine riflessa in una fonte; morì consumato da questa vana passione, trasformandosi nel fiore omonimo. Narciso, quindi e secondo le interpretazioni più accreditate, muore per eccessivo e devastante amore verso se stesso, a causa di una sorta di auto-contemplazione che non lascia via di scampo, soprattutto nella condizione Il mito O, se vogliamo: che cosa di sé stesso ha conosciuto Narciso che lo conduce inevitabilmente alla morte e poi alla metamorfosi? Narciso (in greco antico: Νάρκισσος, Nárkissos) è un personaggio della mitologia greca, un cacciatore, famoso per la sua bellezza.Figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso (o secondo un'altra versione di Selene ed Endimione), nel mito appare incredibilmente crudele, in quanto disdegna ogni persona che lo ama. Do il mio consenso affinché un cookie salvi i miei dati (nome, email, sito web) per il prossimo commento. Miti - Leggende - Fiabe Indice La leggenda di Eco e Narciso Nell'antica Grecia, in un giorno lontanissimo, Cefiso, il dio delle acque, rapì la ninfa Liriope. IL MITO DI ECO E NARCISO. PANTAREI è una pubblicazione elettronica registrata (ISSN 1824-5781). Il Narciso, un fiore che dona il suo nome al mito di Ovidio Secondo la leggenda narrata da Ovidio nel terzo libro delle Metamorfosi, il protagonista è Narciso, un giovane figlio della ninfa Liriope e di Cefiso. E’ solo quando Il mito di Narciso lo troviamo per la prima volta nelle Metamorfosi di Ovidio; ripreso poi in età medievale con la traduzione in volgare delle stesse Metamorfosi. La sua storia diviene simbolo, nella psicoanalisi, di un eccessivo amore … 5 Ciò che accade nel mito così come è ricostruito da Ovidio, è che Narciso è condotto a una morte prematura, ben prima che egli abbia conosciuta una longa senectus, subito dopo il riconoscimento, subito dopo avere esclamato “iste ego sum, nec me mea fallit imago!”, “Questi sono io, né la mia immagine mi inganna!” Il riconoscimento, così come era stato appunto predetto dal cieco veggente Tiresia, è la premessa per la morte. Immagini del pensiero (5/12/1998). Tra il 1936 e il 1937, il pittore catalano Salvador Dalì dipinse la Metamorfosi di Narciso, conservata alla Tate Gallery di Londra.Il quadro è ricco di particolari e simboli e, per la prima volta, è possibile notare chiaramente l’uso del metodo “critico-paranoico”, definito da Dalì come “il metodo spontaneo di conoscenza … Tipi di risorse Video Schede tematiche e Mappe concettuali Saggi e Tesi di laurea Programmi e app Portali e Siti tematici Mostre e musei Libri e Riassunti Lezioni Interviste Immagini, Suoni, Video Giornali e riviste Esercizi, Test e Verifiche Biografia Biblioteche e librerie Atlanti, enciclopedie e dizionari E dunque il crudele contrappasso: al logoramento di Eco, e di molti altri disperatamente innamorati del bel giovane, segue lo struggimento di Narciso, costretto ad amare inconsolabilmente se stesso. Artemide infine volle vendicare Aminio, un amante di Narciso che si suicidò per amore, e fece in modo che Narciso si innamorasse senza poter … L’impossibilità di far si che l’amore, come dire, passi da un soggetto all’altro soggetto, e il fatto che esso resti in qualche modo imprigionato, consegnato, racchiuso all’interno del singolo personaggio. Il mito di Narciso presenta due versioni: una romana ed una greca. Copyright © CC-BY-SA 2015 Impara Digitale. Un giorno, vagando per la campagna, la ninfa si imbatté in Narciso, bello come un dio, e cominciò a seguitarne i passi: più gli si avvicinava, più si accendeva d’amore. Ma la spiegazione di questa specie di … Adorazione morbosa di sé stessi, che si esprime nel culto e nella cura maniacale per L’Associazione SAM – APS che gestisce la Rivista Scienza @ Magia, ha bisogno del Vostro sostegno., ha bisogno del Vostro sostegno. Per quale ragione riconoscersi, da parte di Narciso, vuol dire inevitabilmente offrirsi alla morte? Pressoché contemporanea alla versione di Ovidio è quella di un autore greco, cioè Conone; a queste due versioni segue la versione di Pausania nel secondo secolo dopo Cristo, e poi assistiamo ad uno sviluppo pressoché ininterrotto, salvo alcune fasi di relativa eclissi, in cui questo mito viene riletto, ripresentato, reinterpretato in forme e in contesti diversi, e anche con significati e funzioni fra di loro notevolmente e sensibilmente differenti. Tratto dall’intervista: “Amore e conoscenza: il mito di Narciso” – Napoli, Vivarium, 25 giugno 1993, Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Questa ambivalenza della figura di un indovino ceco-veggente, di colui, come Tiresia, che è privato della vista delle cose immediate, vicine, prossime, sensibili, ma è invece provvisto della vista delle cose che riguardano il futuro, è uno degli elementi più significativi sui quali lavorare per l’interpretazione filosofica del mito. Se facciamo risalire, come è necessario, la prima versione completa del mito a quella che troviamo nel terzo libro delle “Metamorfosi” di Ovidio, abbiamo la possibilità di cogliere uno sviluppo, una tradizione che abbraccia pressoché due millenni interi di storia della cultura occidentale. Narciso ed Eco sono, quindi, due facce della stessa medaglia: il surplus d’amore per sé stesso, l’assenza di amore per sé stessi o per l’altro induce a forme estreme, narcisistiche, di visioni realistiche della realtà. Tratto dall’intervista: “Amore e conoscenza: il mito di Narciso” – Napoli A questo punto egli urla il proprio dolore e la propria infelicità per l'impossibilità di realizzare l'amore nei confronti della propria immagine riflessa. Tutte le mattine la ninfa andava a fare il bagno in un fiume, finché un giorno, Cefiso, il dio delle acque che abitava in quel fiume, si innamorò di lei e la strinse in un dolce abbraccio. Si amarono teneramente e dalla loro unione nacque un figlio che fu chiamato Narciso. Qui, credo che sia appunto necessario ricordare che il riconoscimento, da parte di Narciso, non e indicato né da Ovidio né, per altro, dalla maggior parte degli autori e degli interpreti in senso generico: Narciso si riconosce come riflesso. il mito di Narciso: paura d'amare Ed anche tu non hai capito! Scoperto l’inganno, Giunone avrebbe punito Eco colpendola nello strumento che era servito a Eco per commettere la sua colpa, cioè nella parola. La versione greca classica Narciso era il figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso. Tratto dall’intervista “Amore e conoscenza: il mito di Narciso” – Napoli, Vivarium, venerdì 25 giugno 1993 Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Il giovane cacciatore, per le ragioni già dette, non poté e non volle corrispondere all’amore di lei e non le si fece più vedere, riducendo Eco a un’ombra della quale non rimase che la voce. A Tiresia si rivolge – così comincia la trattazione ovidiana delle “Metamorfosi” – la ninfa Liriope che, avendo appena dato alla luce il figlioletto che ella ha concepito, per altro, per effetto della violenza di Cefiso su di lei – il figlioletto, appunto, dal nome Narciso -, domanda a Tiresia se Narciso potrà giungere ad una “longa senectus”, se a lui, cioè, sarà riservata la possibilità di accedere ad una lunga vecchiaia. L’impossibilità di stabilire un’autentica relazione tra i due risiede tutta nella specifica personalità di entrambi. Inutile poi, credo, ricordare come al mito di Narciso Sigmund Freud abbia riservato particolare attenzione, in qualche misura facendo della figura di Narciso l’emblema, la rappresentazione di una forma in cui si manifesta l’eros e la pulsione erotica, nella forma determinata, appunto, dell’amor sui, dell’amore per se stesso. Quale connessione vi può essere tra il riconoscimento e la morte? Narciso era figlio della ninfa Liriope e del fiume Cefiso; la fama della sua bellezza arrivava in tutti gli angoli del mondo e non c’era essere che non si innamorasse di lui. Il mito è narrato da Ovidio ed è argomento frequente di … Curi | TestiLeave a Comment, RAI educational HUMANITIES ON THE MOVE & PHILOSOPHICAL RELATIONS, pantarei25 Aprile 2014U. Except where otherwise noted, content on this site is licensed under aCreative Commons CC Attribution-NonCommercial-NoDerivs (CC BY-NC-ND) 4.0 international license. Il mito di Narciso e Eco è il dramma della impossibilità di comunicare, di corrispondere; una molteplicità di forme, di specularità che non implicano né concedono comunicazione. E qui si tratta di domandarsi quale spiegazione offrire di questo aspetto, che altrimenti resterebbe inspiegabile, del mito; aspetto che è poi il più significativo sotto il profilo filosofico. Narciso era figlio figlio del dio fluviale Censo e della ninfa Lirope. E’ se vogliamo il dramma della impossibilità di comunicare, di corrispondere; o, meglio, è la istituzione di una molteplicità di forme di specularità che non implicano comunicazione: la simmetria, la specularità, la corrispondenza non è di per se stessa un fattore, un elemento di comunicazione. C'era una volta una ninfa bellissima, di nome Liriope. Era bello, bellissimo come nessuno, e il suo nome era Narciso. Eco era una ninfa provvista di particolare facondia che, propria per questa qualità, era stata impegnata da Zeus nel distrarre Giunone con lunghi discorsi in modo da consentire allo stesso Zeus di tradire Giunone con altre ninfe. (e in latino l’eco si dice “Imago vocis”, come fa notare Umberto Curi nell’intervista “Amore e conoscenza: il mito di Narciso”) Lo scambio e la comunicazione sono apparenti poiché è impossibile vedere ed … La condizione di perfetta simmetria e corrispondenza tra Narciso ed Eco non costituisce fattore di comunicazione. Per poi seguire la fortuna del mito attraverso le riprese rinascimentali, attraverso l’importante, anche se breve, reinterpretazione del mito di Narciso offerta da Francesco Bacone; e ricordare, poi, il testo assai significativo di Rousseau dedicato al mito di Narciso, nonché l’importanza che questa figura mitologica ha poi avuto nella cultura tedesca dell’Ottocento, e in particolare in autori come Herder, Hamann e una serie di altri letterati o pensatori dell’Ottocento tedesco, i quali sovente si sono riferiti alla figura di Narciso reinterpretata perlopiù in chiave romantica.

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